I pionieri del cioccolato svizzero  



A portare il cioccolato in Svizzera pare sia stato il Sindaco di Zurigo Heinrich Escher che, nel 1697, lo portò da Bruxelles. Nel 1722 però, il Consiglio comunale della città lo bandì perché considerato sconveniente per la virtù, dal momento che si riteneva che avesse qualità afrodisiache.

Bisognerà quindi attendere il 1750 perché venga attivata la prima manifattura di cioccolato vicino Berna, da parte di due italiani. Non fu un successo, ma da lì a poco cominciarono a sorgere fabbriche di cioccolato in tutto il Paese.

Sono, quindi, Francois-Louis Cailler, Philippe Suchard, Jaques Faulquier, Charles-Amédée Kohler, Rudolf Sprüngli, Aquilino Maestrani, Johann Gorge Munz e Jean Tobler, tutti protagonisti nel XIX secolo, a porre le prime fondamenta dell'industria del cioccolato in Svizzera.
A Daniel Peter spetta il primato di aver inventato il cioccolato al latte (1875), mentre spetta a Rodolphe Lindt il merito di aver introdotto (1879) un particolare metodo di lavorazione detto, in tedesco "Conchieren" che gli permise di produrre il primo cioccolato fondente al mondo.

Il boom vero e proprio del cioccolato svizzero si fa risalire ai primi anni del XX secolo, quando la Svizzera diventò una delle mete turistiche preferite da un pubblico di alto target, che diventò poi ambasciatore naturale di questo prodotto. Ne fu favorita l'esportazione in tutto il mondo, che ben presto raggiunse la quota del 75% dell'intero volume prodotto.

Con la Prima Guerra Mondiale la popolarità e la diffusione del cioccolato svizzero aumentarono notevolmente, grazie al fatto che esso entrò a far parte delle razioni dei soldati al confine. Successivamente, anche il comparto del Cioccolato risentì della crisi economica degli anni '20 e '30 del 900, mentre le politiche protezionistiche bloccavano la crescita maturata negli anni precedenti. Fu poi la Seconda Guerra Mondiale a rallentare ancora la produzione di cioccolato, con il razionamento delle materie prime dovuto al conflitto.

A partire dagli anni '50, iniziò di nuovo ad imporsi un andamento positivo. Importanti investimenti strutturali permisero, in quel periodo, alle industrie elvetiche di raggiungere nuovi importanti traguardi internazionali. Nel frattempo, il cioccolato aveva perso la sua connotazione di bene di lusso, diventando sempre più un prodotto di massa, la cui domanda stava crescendo vertiginosamente.

Un continuo impegno nella ricerca, nella formazione delle maestranze e nello sviluppo di nuovi prodotti ha quindi garantito all'industria del cioccolato svizzero una posizione di grande protagonista nello scenario mondiale, che tuttora vanta.

Sono però anche i consumi interni di cioccolato a garantire grande prosperità al cioccolato svizzero. In particolare si sottolinea come, secondo le statistiche più recenti, i consumatori svizzeri preferiscono il cioccolato al latte che rappresenta il 75% del consumo, mentre il cioccolato fondente e il cioccolato bianco si attestano rispettivamente al 20% e 5%.

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